Cosmesi in Italia

bellezze

Con la caduta dell’ impero romano l’arte della cosmesi andò evolvendo con le crociate, i viaggi di Marco Polo, i commerci delle repubbliche marinare, e con le nuove scoperte geografiche e scientifiche come la stampa, con cui si iniziarono a scrivere veri e propri trattati.

Nel X -XI sec un’ importante scuola medica fu fondata e divenne operativa a Salerno e viene considerata la più antica scuola medica d’Europa. Alcuni fra i piu’ brillani studiosi cristiani dell’epoca vennero a Salerno per studiare ed insegnare e lì nacque la prima farmacopea riconosciuta che annoverava l’ identificazine e l’uso di 150 piante medicinali. In Europa la richiesta di profumi portò nel 1509 alla manifattura di profumi naturali da parte dei Frati Domenicani nel monastero di Santa Maria Novella a Firenze. Più tardi creme ed aceti di bellezza furono prodotti ed utilizzati dalle dame della corte Toscana.

Venezia, oltre ad essere uno dei luoghi più famosi per lo sviluppo dei profumi, divenne anche un importante centro artistico ed il cugino di Tiziano, Cesare Vercelio, ideò una formula attraverso la quale le donne potevano ottenere una bella tintura dorata dei capelli.

caterina-dei-medici-taccuini-storici.it_1In tale periodo con l’eredità lasciata dalla Roma antica, l’Italia si caratterizzò anche nell’esportazione di cultura cosmetica specialmente con Caterina dè Medici. Quando questa, di origine veneziana, sposò Enrico II di Francia nel 1533 (all’età di 9 anni) portò nella propria corte dall’Italia il suo alchimista Ruggero ed il suo profumiere Renato Bianco. Costui divenne famoso come Renè il fiorentino ed aprì a Parigi un negozio di successo che vendeva profumi.
Il Cardinale Leopoldo Medici raccolse intorno a sè i migliori studiosi del Granducato e favorì a Firenze la creazione , nel 1657, dell’Accademia del Cimento, cenacolo dove ruotavano ospiti profumati, persone colte vicine allo steso Galileo Galilei

Nel XVII secolo la medicina cominciò ad occuparsi dei disturbi della pelle, denti ed unghie e non più solo di cosmetici decorativi.

loren_corsettoLe donne da  sempre esse sono intervenute sul proprio corpo in modo anche violento, sottoponendosi a vere e proprie torture pur di rientrare nei modelli estetici del momento: dai busti di stecche di balena, usati dalle donne del Settecento e Ottocento per strizzarsi le membra fino a spezzarsi le costole pur di avere un vitino di vespa, ai vertiginosi tacchi a spillo di epoca più recente indossati per rendere le gambe più lunghe e slanciate.

Nel corso degli anni la cosmetica per la donna italiana muta la sua valenza. Mentre fino agli anni ’90 la bellezza era strettamente legata al trucco, oggi è intesa come  benessere complessivo , fatto anche attenzione alle diete e all’esercizio fisico.

Ci sono secondo Eurisko diverse catergorie di donne in Italia:

“la sofisticata” , 30-44 enni , istruite, che si curano e che in fatto di cosmesi, abbigliamento e gioielli, non lasciano nulla al caso

“le decorose”, 35-54 enni del Sud, poco istruite, che investono in benessere pur senza una strategia scientifica

“le sobrie”, invece vengono collocate tra 35-54 enni, del Centro-Nord, istruite, discrete sia nel trucco che nel guardaroba

“le acqua e sapone”, 30-44 enni, del Nord, istruite, sportive, pulite e profumate, ma sempre al naturale

“le esuberanti”, ossia quelle ossessionate dalle ultime novità della cosmesi
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Mentre tutto cambia, una sola certezza resta: la bellezza, declinata negli infiniti aspetti di ogni donna, è sempre stata e continuerà ad essere cruccio e arma di seduzione del sesso femminile.

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