ELISABETTA DI BAVIERA (SISSI!) E LA BELLEZZA

Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, questo nome vi dice qualcosa? No? E se vi dicessi Principessa Sissi?

Personaggio particolare, misterioso e affascinante dalla complessa e poliedrica personalità, imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria, moglie di Francesco Giuseppe: oggi parliamo di lei e del suo rapporto complicato con la bellezza!

220px-Elisabeth_and_Carl_TheodorElisabetta nasce a Monaco, nel palazzo dei Duchi di Baviera sulla Ludwigstrasse, la notte di Natale del 1837 e trascorre la sua infanzia e la sua prima giovinezza serenamente con i fratelli e la famiglia nella residenza estiva: il castello di Possenhofen, sul lago di Starnberg.

Qui Elisabetta, tredicenne, conosce per la prima volta il sentimento dell’amore: a far breccia nel suo giovane cuore è il conte Riccardo, scudiero di casa. La sfortuna però non facilita la storia: Riccardo si trova costretto ad allontanarsi verso mete lontane e tornerà a “Possi” gravemente ammalato, dove morirà pochi giorni dopo.

220px-Kaiserin_Elisabeth_1862Nel 1853, la madre Ludovica e Sofia si accordano per far unire in matrimonio Francesco Giuseppe con Elena (Nenè, la secondogenita). Ma le attenzioni del giovane imperatore cadono su Sissi, e solo quattro giorni dopo, il fidanzamento tra i due è reso ufficiale.  Il 17 agosto, Francesco Giuseppe e Elisabetta partecipano alla prima serata di gala insieme e poco dopo l’arciduchessa Sofia chiede formalmente la mano di Sissi a Ludovica, la quale con gioia accetta esclamando successivamente, che “non si può mica dire di no ad un imperatore d’Austria…”. Ma non è così facile: Sissi deve imparare tre lingue, studiare la storia e la geografia, migliorare nel ballo e la postura e curare maggiormente il suo corpo, soprattutto i denti. Tanti obblighi e impegni, che gravano sulla giovane Elisabetta che, riferendosi all’Imperatore afferma: “Certo che lo amo molto, ma se solo non fosse imperatore…!”

Del matrimonio che molti definirono “da favola” non esistono immagini attendibili: non sappiamo praticamente nulla sull’abito della sposa se non che per la vestizione della sposa (indossare l’abito e sistemare il diadema imperiale) servirono ben tre ore. Da qui, ovviamente la vita di Sissi cambia: da Monaco si trasferisce a Vienna, a vivere nella Hofburg, con l’invadente ed ingombrante Sofia, con una scarsissima privacy e sottoposta agli obblighi della  vita “pubblica”. Elisabetta inizia così a soffrire di malattie nervose: insonnia, depressione, attacchi di ansia ed anoressia.

220px-Elisabetta_e_i_figliNonostante i nervi tesi e i problemi fisici, Sissi, diciottenne, da alla luce Sofia,  che però muore tragicamente due anni dopo. Nel 1856 nasce la secondogenita Gisella e nel 1858, ecco l’erede maschio: Rodolfo (seguito dalla preferita di Elisabetta, Maria Valeria, ben dieci anni dopo). Nonostante il lieto evento, il 1958 è un anno nero per Elisabetta: i nervi non reggono più, non sopporta nessuno, non appare in pubblico, ossessionata dalla paura di invecchiare e di perdere la sua freschezza e la sua bellezza, chiusa in se stessa e profondamente instabile, abbandonata dal marito che praticamente nemmeno conosce: fugge, lettaralmente. Lascia Vienna, la famiglia, la corte, i doveri e viaggia per due anni. Al rientro la felice storia d’amore è solo un ricordo, Sissi trascorre molto tempo in Ungheria (di cui diventa regina), gira l’Europa, spesso in incognito e i rapporti con Francesco Giuseppe si limitano a qualche sporadica lettera.

220px-Empress_Elisabeth_of_Austria,_1864Troppo spesso Elisabetta è a contatto con la morte: il primo amore, la prima figlia, l’amato cugino Ludwig e nel 1889, l’unico figlio maschio, Rodolfo, morto suicida.  Il 10 settembre 1898 Elisabetta è a Ginevra, e mentre passeggia sul lungolago, un corvo le si avvicina sfiorandola e lei, spaventata lo associa ad un presagio di sventura. Il giorno seguente viene uccisa da Luigi Lucheni, venticinquenne anarchico italiano che le balza incontro colpendola all’altezza del petto, perforandole il ventricolo sinistro. Elisabetta cade all’indietro, ma si rialza, tranquillizzando i presenti e proseguendo il suo tragitto verso il battello. Solo qualche minuto dopo s’accascia, il vestito nero cela alla perfezione sia le gocce di sangue sia il piccolissimo foro lasciato dal punteruolo di Lucheni.

Elisabetta e la Bellezza: 

220px-Franz_Schrotzberg_Kaiserin_Elisabeth_von_ÖsterreichNonostante in quell’epoca l’ideale di bellezza femminile si identificasse in dame dal fisico morbido (le nostre curvy) enfatizzato dai gonfi abiti, Elisabetta elabora una sua personale idea di bellezza che lei poi porta all’eccesso, cadendo nell’anoressia, costringendosi  a drastiche cure dimagranti e a sfiancanti cavalcate; disertò tutti gli impegni sociali organizzati dall’arciduchessa Sofia, attirandosi le critiche della corte. Ossessionata dal culto della propria bellezza, Elisabetta concentrava tutte le proprie energie nel tentativo di conservarsi giovane, bella e magra. Stando alle cronache del tempo, Elisabetta era alta 1 metro e 72 e pesava 50 kg, aveva capelli castani folti e lunghissimi, che sciolti le arrivavano addirittura alle caviglie e che faceva lavare ogni tre settimane con una mistura di cognac e uova e richiedeva un’intera giornata. Tre ore della sua giornata erano dedicate alla vestizione: gli abiti le veniva letteralmente cuciti addoso. L’allacciatura del busto, che le conferiva un punto vita di 38 cm (!!) richiedeva spesso un’ora. Altre tre ore erano per l’acconciatura. Il resto della giornata era occupato da ginnastica, scherma, equitazione e passeggiate, lunghissime passeggiate. Dormiva, inoltre, con i fianchi avvolti in panni bagnati e beveva misture di albume d’uovo e sale.

Magrezza e un aspetto giovane: queste erano le sue priorità. Per preservare la giovinezza della pelle, usava maschere notturne a base di carne di vitello cruda o di fragole e ricorreva a bagni caldi nell’olio d’oliva.

Non proprio la vita da Principessa che i film le hanno attribuito, vero?

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